Ultima modifica: 31 Agosto 2020

Per un nuovo anno, per un nuovo inizio…

Lettera del Presidente del Consiglio d’Istituto

A tutti

Quello trascorso è stato un anno difficile, che ha richiesto un impegno importante e responsabilità effettive e concrete; un anno intenso, che ha coinciso con il termine del mandato che mi è stato affidato come Presidente del Consiglio d’Istituto. Proprio le difficoltà affrontate e vissute in un organo fondamentale come il Consiglio, mi hanno spinto a condividere queste riflessioni. 

La scuola è come un grande “corpo” e come tutti i corpi è soggetta a qualche “dolore di postura” o a subire “attacchi” da parte di virus, nuovi, “arrivati” in questo anno scolastico. 

Virus che hanno imposto nuovi metodi di lavoro e/o comunicazione, richiamando i singoli a precise responsabilità e mettendo a dura prova tutti, ma soprattutto le figure che da sempre sono il riferimento della nostra scuola.

In ogni sfida, che quest’anno ha voluto riservarci, ho cercato di mettere tutto l’impegno possibile, senza timori di conseguenze, anche personali, perché sapevo di operare solo per il bene dei nostri ragazzi e della nostra scuola, unico fine che mi ha spinto a scegliere di intraprendere, come volontario, questa avventura  da “non addetto ai lavori”.

Molto spesso dietro a delle “semplici” attività scolastiche  vi è una mole di lavoro di docenti, personale, genitori volontari,  lavoro spesso svolto lontano dai riflettori ed in silenzio, ma volto ad offrire ai nostri ragazzi progetti e attività, che sono da sempre l’elemento distintivo del nostro Istituto. Lo è stato nel passato e deve continuare ad esserlo nel futuro.  

La decisione comunicata, all’Istituto, da parte dell’USR, non è che la punta dell’iceberg ed  è stata possibile solo affrontando, nelle sedi opportune, i vari problemi, via via che si presentavano, circostanziandoli e certificandoli con documentazione oggettiva e certa.

Questo lavoro sotto traccia, per ovvi motivi, dovuti alla natura delicata delle questioni trattate ed alle conseguenze giuridiche che potevano scaturirne, è stato possibile grazie al prezioso impegno di alcuni docenti che, con me, si sono esposti in prima persona e che rappresentano quella che ho sempre definito come la colonna portante del nostro Istituto.

Sono fiducioso in un futuro prossimo (quasi presente) nel quale il Gandhi potrà tornare ad essere protagonista – con al centro i nostri ragazzi – senza distrazioni in superficiali polemiche, sorte nell’inerzia oggettiva di chi ricopre ruoli apicali. 

Mi auguro che si possa tornare ad una dialettica serena, inclusiva e rispettosa dell’individuo, che, in un’organizzazione stabile e strutturata, come quella della scuola, veda la gerarchia dei ruoli improntata esclusivamente alle responsabilità e competenza connaturali ad ogni livello, senza cedere ad inutili e sterili riverenti formalismi. 

Grazie mille a tutti coloro che non si sono sottratti alle proprie responsabilità, perché solo dall’unione di tanti “Io” può nascere un unico grande “Noi”, ma se ognuno rimane nella propria individualità, tanti generici “noi” possono generare soltanto altrettanti singoli, indefiniti ed improduttivi “voi”.

Per un nuovo anno di rinascita del nostro Istituto Gandhi, per i nostri figli, grazie a tutti “Noi” che crediamo nel nostro Istituto e ci battiamo per renderlo inclusivo ed all’avanguardia.

Leonardo Muti




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