Ultima modifica: 14 Maggio 2020

Memorie di guerre e resistenze

Il percorso proposto in occasione della giornata del 25 Aprile dimostra l’importanza di dare un volto alla storia affinché non se ne perda la memoria.

In questo caso i ragazzi hanno potuto abbattere i confini temporali riconducendo fatti storici alla propria stessa esistenza, cosicché la memoria storica è mutata in una sorta di memoria del DNA.

Una mutazione non da poco, importante perché sradica l’abitudine a considerare i fatti storici qualcosa di lontano che , in qualche modo, non appartiene al singolo.

Ripercorrere le storie di famiglia, dar loro un volto, un nome, equivale a configurare un’identità reale, sollecitare il senso di appartenenza a storie che diversamente resterebbero mute pagine di libro.

Attraverso le storie personali si va a costruire un percorso unico, si insegnano i valori della libertà e dell’impegno del singolo, un nonno, uno zio, assumono valore di richiamo alla riflessione .

La formula dell’intervista veste valore pedagogico, attraverso il racconto verbale e la ricerca di documenti, impegna il ragazzo non solo mentalmente ma emotivamente, la storia diventa eredità irrinunciabile, richiama e costruisce nuove consapevolezze creando una rete comune.

L’aspetto epistemologico della formula suggerita, attraverso la  ricerca di tracce e documenti, educa alla partecipazione consapevole e alla verifica delle notizie, accompagnando lo studente ad una visione di insieme e collettività.

Ne deriva una fonte di conoscenza coinvolgente e controllata attraverso il metodo e lo sforzo di dare forma al materiale raccolto, i ragazzi coinvolti nel progetto hanno dimostrato di saper organizzare e documentare anche in modo formale, uno degli aspetti interessanti è la formula di rispecchiamento che emerge dalle testimonianze, storie in cui si parla dei propri parenti e spesso, entrano, quasi come in una scena teatrale, attori estranei, a costruire il senso comune delle vicende.

Frammenti di racconti, ricordi, foto, il tutto costituisce l’ossatura portante della dimensione pedagogica del compito assegnato  dal quale traspare, a tratti, un certo stupore, un impulso a soffermarsi sugli eventi per metabolizzarli e farli propri.

Un’esperienza importante, affinché non si perdano tracce di quella memoria del passato che si fa radici del presente per costruire il futuro consapevole, in tempi in cui il negazionismo e l’abbrutimento urlano forte… ma anche un tentativo, in questo momento, di annullare le distanze fisiche condividendo frammenti familiari come se fossero anche un po’ nostri…

UN GRAZIE DI CUORE ALLE FAMIGLIE DELLA PAOLO UCCELLO!

Il prof Crescenzo

Testimonianze e curiosità riguardanti i miei bisnonni durante la seconda guerra mondiale

Elisabetta, 3C

Intervista a mio padre sulla Resistenza nella mia famiglia

Pietro, 3C

video

I miei nonni erano entrambi partigiani…

Dalida, 3A

Testimonianze e curiosità riguardanti i miei bisnonni durante la seconda guerra mondiale

Giulia, 3C

Egmont Prinz zur Lippe-Weissenfeld

Emily, 3A

Pillole di guerra e resistenza

1°F

Intervista di Alessio al nonno Domenico:

Intervista di Ettore al nonno Massimo:

Intervista fatta dalla nonna alla bisnonna di Asia:




Link vai su

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi