Ultima modifica: 3 Maggio 2020

I ragazzi…scrivono

Un virus con la corona

Sono giorni strani, per molti terribili, per altri semplicemente tristi. Sono ormai diverse settimane che ci troviamo costretti in casa, alcune volte guardando fuori dalla finestra e non vedendo nessuno se non poche persone con la mascherina, mi sembra di vivere in un film di fantascienza, potrei anche dargli un titolo: “Il Virus con la Corona”. Per quanto minuscolo un unico esemplare di questo virus fa paura a causa della sua esponenziale riproduzione, della sua abilità nel passare da un uomo all’altro e dei danni che riesce a provocare al corpo in cui entra, fa paura anche il fatto che abbia ucciso moltissime persone, ne abbia contagiate decine e decine di migliaia e abbia stravolto completamente la vita di tutti noi.

Davanti a questa enorme minaccia biologica che in pochi mesi ha colpito migliaia di persone, moltissimi stati sono stati costretti a prendere provvedimenti restrittivi molto seri, in Italia come in altri numerosi paesi sono state chiuse le scuole, le attività sociali, sportive ecc., ci è stato detto di restare a casa, bisogna studiare a casa, non possiamo più incontrare fisicamente i nostri amici, non possiamo andare a tirare due calci al pallone al parco o a vedere un bel film al cinema, il che è giustissimo, fondamentale per salvaguardare la salute nostra e degli altri e per uscire il prima possibile da questa situazione orrenda.

Il corona virus è entrato, anche se non direttamente, nella vita di ognuno, con la sua azione mortale ha obbligato tutti a seguire regole precise e dure, come un tiranno che obbliga il suo popolo a stare attento per evitare le sue punizioni, insomma un virus con la corona, dal quale proteggersi con le armi dell’informazione, del rispetto delle regole e della medicina.  

Anche restando a casa dobbiamo continuare a studiare, a mantenerci in movimento e, se non abbiamo cose più serie alle quali pensare, divertirci: il buonumore aiuta a resistere all’isolamento e alla reclusione. Possiamo riscoprire attività che prima non avevamo il tempo di svolgere, come il giardinaggio (ovviamente se si ha un balcone o un giardino), leggere, guardare film che prima non avevamo il tempo di vedere, ingegnarsi il più possibile per trasformare questo periodo particolare in un periodo di arricchimento delle nostre conoscenze e delle nostre esperienze, così che quando tutto ciò finirà potremo tornare arricchiti alla nostra vita normale.

In queste giornate in casa, siamo spesso tentati di passare il tempo libero svolgendo attività come giocare al computer o vedere video sciocchi su internet, invece sarebbe più opportuno usare il tempo libero sì divertendoci, ma con attività che davvero arricchiscono il nostro bagaglio culturale. Giovanni Boccaccio nel Decameron propone di non giocare spiegando che nel gioco c’è chi gioca e chi invece sta a guardare annoiandosi, piuttosto Boccaccio invita a raccontare storie fantastiche, perché quando qualcuno racconta tutti lo stanno a sentire. Raccontare una storia a chi sta con noi a casa o farcela raccontare potrebbe essere una bella idea di come usare il tempo. Mi ricordo di quando ero piccolo e mio padre mi raccontava storie fantastiche su topi, cani e altri animaletti, a me piaceva molto e passavo le ore ad ascoltarlo senza annoiarmi, più tardi ero io a raccontargli una storia e così passavamo il pomeriggio.

E’ vero che giocare ai videogiochi può essere divertente, e non ci vedo niente di male se lo si fa una volta ogni tanto per poco tempo, ma non trovo giusto passarci le ore rischiando tra l’altro problemi di vista. Io consiglio a tutti i ragazzi come me di farsi raccontare dai propri parenti più grandi storie della loro vita, perché è molto divertente e può anche arricchire la nostra conoscenza della storia con testimonianze dirette. Imparare dagli altri ascoltando ciò che hanno da dirci, leggere e fare ricerche su ciò che ci interessa sono tutti modi intelligenti e divertenti di passare il nostro tempo libero, chi sta bene approfitti di questo periodo per fare ciò, perché divertirsi imparando è bellissimo. 

Pietro B. 3C




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