Ultima modifica: 2 Maggio 2020

COMMENTO AL RACCONTO “ROSSO MALPELO” di G. Verga…e non solo

   Questo racconto ha come protagonista un ragazzo, Rosso Malpelo. La sua esistenza non ha mai incontrato l’affetto ed è cresciuto con un carattere duro e spietato. A me questo racconto ha suscitato emozioni contrastanti. Da una parte questo povero ragazzo mi fa pena perché viene maltrattato da tutti e molti lo evitano  per via del colore dei suoi capelli rossi. Dall’altra parte egli mi suscita rabbia perché è un ragazzo violento, brutale e mascalzone.

Il tema della morte ha suscitato in me una forte emozione, ovvero l’emozione della paura perché sappiamo che questo è il destino di ognuno di noi. Ogni persona davanti alla morte si sente impotente e sottomessa al proprio destino che lo attende.

L’uomo infatti  ha cercato fin dai tempi più remoti di trovare una consolazione e una spiegazione a questo misterioso evento. Se si pensa agli antichi egizi, essi avevano il culto della morte e adornavano i cadaveri con oggetti di uso quotidiano, credendo che loro potessero vivere dopo la morte. Anche la religione cristiana crede nella sopravvivenza dell’anima e della resurrezione dei defunti, l’uomo quindi ha bisogno di avere la speranza che non tutto finisce con questa vita. Il famosissimo poeta trecentesco Dante Alighieri nella sua Divina Commedia divide le anime dei defunti tra Paradiso, Purgatorio e Inferno a seconda di come si sono comportati quando erano in vita. Chi si era comportato male, andava dritto all’Inferno mentre chi si era comportato bene godeva del Paradiso o del Purgatorio. Anche nella religione indiana ci sono delle credenze particolari come quella della reincarnazione, che consiste nell’incarnarsi in un essere superiore o inferiore, sempre a seconda del comportamento che si era tenuto in vita. Alla fine di questa piramide sociale troviamo gli intoccabili che sono persone che svolgono mestieri particolari considerati sporchi come il becchino, lo spazzino e il macellaio. Gli intoccabili secondo la religione indiana non sono degni di essere rincarnati e quindi per loro la vita dopo la morte non esiste.

Questo racconto mi è piaciuto molto perché parla anche di emarginazione sociale da parte degli altri verso Malpelo e per questo secondo me il protagonista  cresce con rancore e rabbia che sfoga verso gli altri ed anche i più deboli. Inoltre il racconto si svolge in Sicilia, precisamente a Catania in una terra arida e povera, dove c’era una forte carestia e dove si era abituati a convivere con la morte.

Io credo che nessuno nasca cattivo, ma è la società con i pregiudizi degli altri che lo fanno diventare cattivo come i pregiudizi che aveva la gente nei confronti di Rosso Malpelo oppure anche verso la creatura di Frankestein, altra opera di cui abbiamo parlato a scuola.

Edoardo C. 3D




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