Ultima modifica: 14 Aprile 2020

Fu molto semplice

“Perché no?, si disse”

Dal suo balconcino spoglio, dove una pianta non faceva in tempo a fiorire che già seccava, aveva sempre ammirato quel giardino piccolo ma ben tenuto: c’era un pergolato che in primavera si colorava di fiori, un prato con delle margheritine bianche che punteggiavano il verde, dei vasi di terracotta da cui cominciavano a spuntare i primi, discreti germogli. 

Quel giardino stava riprendendo vita, mentre noi, costretti in casa, avevamo la sensazione di perderla, la vita, pensò. 

Le persiane verdi, chiuse, sembravano spente e non vedeva più nessuno affannarsi a pulire, dare acqua, potare, sistemare. Tutto silenzioso, fermo, immobile. La sistola buttata lì, dimenticata, e un silenzio irreale, quasi innaturale.“

Allora le venne un’idea. Cominciò a chiamare, come quando si entra in un negozio e il titolare è “dietro”, a sistemare e il cliente domanda:  c’è nessuno?

Così fece lei. Gridò: c’è nessuno? Una prima volta, e poi una seconda. 

Poi una terza. 

Non sarebbe stato facile, si disse, e lo sapeva. 

Allora provò in un altro modo. 

Immaginò di chiamare il suo gatto, il suo amato gatto: Blu, dove sei? Bluuuu! Bluuuu? 

Blu era lì , accanto a lei, e la guardava come a dirle -sciocca, non mi vedi? Sono qui!- 

E mentre continuava a chiamare Blu, aveva  cominciato a calare un panierino, uno di quelli antichi, vecchi, intrecciati, dove si mettevano le uova un tempo, e ora erano diventati  oggetti porta tutto. Al

 manico aveva legato una corda e lo aveva lasciato penzolare nel vuoto. 

(Era un ricordo del passato, un gesto abituale che, nel suo piccolo paese, tutte le persone anziane facevano, per scambiarsi piccoli favori o per fare piccoli acquisti, evitando di uscire.)

Quel panierino rimase  lì, sotto il sole e sotto le nuvole del pomeriggio, sotto il cielo scuro e senza stelle della sera, sotto la luna imbronciata della notte. 

L’indomani, affacciandosi, fu colpita dal calore della luce, che le accecò gli occhi e la colmò di tutti i profumi dell’imminente primavera. 

Guardò verso il basso e notò che al tavolo di legno, sotto il pergolato, c’era una persona che sorseggiava il primo caffè della mattina. Sorrise a quell’attimo di inaspettata perfezione. Quindi salutò. 

Il panierino era ancora lì e Blu, vicino a lei, cominciava a stuzzicarne la corda. 

Allora lo tirò su lentamente e rise di gusto: il caffè si era versato sul fondo, la tazzina si era rovesciata ed ora era vuota, e una gazza ladra, gracchiando, svolazzava impertinente facendo impazzire Blu. 

La giornata sarebbe stata lunga, ma non così tanto, pensò sorridendo.

 
Prof.ssa Pina Pitari
 
 
 
 




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